Non è una malattia, ma tante
patologie accumunate dall’avere uno stesso evento: una scarica ipersincrona di
un insieme di neuroni, una disfunzione del SNC che coglie il soggetto di
sorpresa.
E’ una
patologia riconosciuta da molto tempo, a cui sono state date diverse
interpretazioni:
manifestazioni
dovute a spiriti maligni
simulazione,
Sindrome comiziale
E’ una malattia neurologica con
esito molto spesso favorevole. Nel bambino l’incidenza media e dello 0,06%.
I sintomi
sono diversi a seconda di dove origina la scarica neuronale, si distingue quindi
in:
crisi
generalizzate Þ
contemporaneamente portano a una scarica di tutta la corteccia, c’è perdita
di coscienza;
crisi
focali o parziali Þ
è implicata solo una parte della corteccia, non c’è perdita di coscienza.
I soggetti hanno sempre lo stesso
tipo di crisi.
Le crisi
generalizzate si suddividono in:
GRANDE
MALE: tipo TONICO (caduta, apnea, irrigidimento); tipo TONICO-CLONICO; tipo
ATONICO;
PICCOLO
MALE: è l’unica epilessia che può essere confermata solo con
registrazione EEG durante la crisi. Essa è di solito scatenata da un’iperpnea.
ASSENZE (sospensione isolata della vigilanza e del contatto ad inizio e fine
bruschi con ripresa dell’attività nel punto in cui l’assenza l’aveva
interrotta e durata inferiore ad un minuto. Perdita di coscienza, automatismi,
ammiccamenti, mioclonie) .
Le crisi focali o parziali
possono essere:
MOTORIE
VISIVE
UDITIVE
SENSORIALI
Si
distinguono anche crisi focali secondariamente generalizzate queste
fungono da AURA EPILETTICA, il soggetto riesce ad accorgersi per tempo del
sopraggiungere di una crisi.
Epilessia
a parossismi rolandici (EPR)
E’ la + frequente e la + benigna
delle epilessie del bambino (15-20% dei casi), spesso notturna. Si riscontrano:
Crisi
motorie più spesso parziali e in rapporto col sonno. Le crisi
oro-bucco-faringee con salivazione e rumori buccofaringei sono le + tipiche;
Sviluppo
intellettivo e neurologico normali;
L’EEG
mostra parossismi variabili per frequenza e morfologia da un soggetto
all’altro: bouffèes di punte lente di solito focalizzate, ma talvolta con
cambio di lato o anche focolai bilaterali o alternanti. Il sonno è un buon
attivatore. Iparossismi elettrici intercritici a partenza rolandica sono
necessari per la diagnosi;
L’evoluzione
si attua sempre verso la guarigione al + tardi ai 15 anni.
Per poter
parlare di epilessia, un soggetto deve aver avuto 2 o + crisi spontanee nel
corso della sua vita.
Si
evidenziano 3 gruppi di epilessie:
SINTOMATICHE
Þ
c’è sempre una lesione cerebrale. In questo caso l’epilessia è un sintomo
di un’altra malattia
IDIOPATICHE
Þ
da cause sconosciute. Non c’è lesione, quasi sempre sono benigne e legate
all’età
CRIPTOGENETICHE Þ
sono epilessie sintomatiche che non si riescono a trovare.
Esistono epilessie geneticamente
determinate e trasmesse, generalmente sono benigne. Un esempio è la SINDROME DI
IANTZ che si manifesta con: mioclonie parcellari distali degli arti superiori,
crisi tipo grande male scatenate da uso di alcolici e privazione di sonno,
fotosensibilità. Non c’è ritardo mentale, è difficile da diagnosticare.
DIAGNOSI
DIFFERENZIALE
Convulsioni,
crisi parziali per motivi diversi dall’epilessia, metabolici. Crisi
ipoglicemiche e ipocalcemiche. Convulsioni per iperpiressia. Le EEG sono
normali.
Se portatore di cerebropatia può
esserci Sindrome di Sandifer: flessione tronco sul bacino, smorfia (assomiglia
agli spasmi della sindrome di West). E’ dovuta a un reflusso gastroesofageo.
L’EEG è alterato, diagnosi con VIDEOEEG, ricerca della correlazione
elettroclinica.
Crisi di tipo lipotimico
(svenimento) su base cardiocircolatoria: massiva dilatazione vascolare, caduta
pressione arteriosa, non arriva ossigeno al cervello e si sviene.
Accade in
bambini piccoli o adolescenti. Gli eventi stimolanti possono essere luoghi
affollati con poca aria, il soggetto si accascia lentamente non come nelle crisi
atoniche dove la caduta è più veloce. Il ricordo è di un annebbiamento della
vista, sudorazione. Non ci sono mai clonie.
Il bambino inizia a piangere
disperato trattenendo il fiato, diventa cianotico e perde conoscenza. Non sono
crisi epilettiche, sono occasionali e ci vuole predisposizione. In seguito il
bambino impara a usare questo sintomo per spaventare i genitori. Capita spesso
in bambini circondati da molti adulti ansiosi; genitori con paure di malattia,
di morte nei confronti del loro bambino. Questi vanno principalmente rassicurati
sulla innocuità di questi avvenimenti. La diagnosi è semplice.
Crisi psicogene da
differenziare da quelle epilettiche
Soggetti non portatori di epilessia
che hanno anche PSEUDOCRISI, si distingue volgarmente tra crisi BUONE o crisi
FALSE. Si parla di soggetti con cerebropatie, insuff. Mentale lieve (60-80),
sono emarginati. E’ la malattia il loro centro di interesse. Il loro stile
comportamentale è vischioso, adesivo. L’intervento va attuato su più piani:
neurologico, psicologico, sociale. Il simulatore conosce l’epilessia e sceglie
di manifestare delle crisi per interesse (pensione d’invalidità), c’è
consapevolezza. Si riconosce facilmente per via di un EEG normale.
Crisi per nevrosi isterica
Presenza di convulsioni isteriche:
bava, perdita di coscienza, fase tonica, fase clonica. Oggi non esiste più, si
parla di personalità isteriforme dove all’interno di questi quadri ci sono
adolescenti con crisi generalizzate. Si fa una diagnosi per esclusione.
L’intervento è esclusivamente psicologico (psicodinamico, cognitivista,
comportamentista)
Crisi emicraniche con AURA
Le crisi epilettiche hanno:
insorgenza rapida, durata veloce e risoluzione veloce.
Le crisi emicraniche hanno:
insorgenza + lunga, durata lunga, risoluzione lenta.
La diagnosi è sicura con l’EEG;
l’epilettico ha sempre un EEG mosso anche se non è sotto crisi.